Andrea Temporelli

Abbiamo intervistato Andrea Temporelli il 24/09/2015 in Arena Civica.

D. Presentati (nome, cognome, provenienza, età, etc…).
R. Mi chiamo Andrea Temporelli, 29 anni vengo dalla provincia di Novara ma da qualche mese abito a San Donato Milanese, vicino a Milano.
D. Soprannome?
R. Un tempo mi chiamavano TEMPO.
D. Titolo di studio/ Professione/Scuola?
R. Ho studiato Ingegneria ambientale al politecnico di Milano. Al momento sono ricercatore in un centro di ricerca a Milano. Mi occupo di Life Cycle Assessment, ovvero analisi del ciclo di vita dei prodotti e delle tecnologie.
D. A che età il primo approccio con l’atletica?
R. Il primo approccio all’atletica è stato il primo anno delle scuole medie. La cosa che fa sorridere è che ora io faccio mezzofondo ma al tempo facevo velocità, i 50 metri o la staffetta. Comunque l’atletica l’ho scoperta tramite la scuola e i giochi della gioventù che ormai non ci sono più.
D. Qual è la tua specialità e i tuoi record?
R. Mezzofondo medio lungo, 5000 e 10000 metri piani. Il mio record è 16:18 sui 5000 e 35:32 sui 10000.
D. Raccontaci le emozioni più belle che hai provato nella tua esperienza di atleta?
R. L’anno scorso quando sono riuscito ad abbassare di molti secondi il tempo che pensavo di fare sui 5000. È stata una bella emozione perché ormai non sono più giovanissimo, ho quasi 30 anni ma devo dire che tramite i consigli e la tecnica che ho appreso dal mio allenatore sono riuscito a migliorarmi ulteriormente.
D. Pregi e difetti del tuo allenatore.
R. Molto schietto e diretto. Come me dice le cose senza peli sulla lingua. E difetti sono gli stessi. È molto diretto e quindi a volte ci si scontra… ma diciamo che si va più che d’accordo.
D. Ambizioni future?
R. Sicuramente migliorare tutti i miei personali l’anno prossimo.
D. Altro sport che ami?
R. Mi piace il calcio, seguo la Juventus. Ma anche il ciclismo mi piace molto.
D. Il tuo proverbio?
R. Mangia la foglia. È una frase che ho ereditato da mio nonno.
D. Essere o avere?
R. Avere.
D. La parte di te che meno ti piace?
R. Carattere un po’ introverso (ndr. ma poi si scioglie ve lo assicuro).
D. In cosa sei imbattibile?
R. Sparar cazzate.
D. In cosa sei fragile?
R. MMHHH, Forse troppa empatia verso le persone.
D. A cosa non sai resistere?
R. Ai carboidrati: Pasta e pizza!
D. Cosa ti fa arrossire?
R. L’empatia? Ancora no dai… Quando mi fanno i complimenti. O questa intervista (ride)!
D. Cosa ti fa piacere?
R. Riuscire ad avere delle gratificazioni sia nel mondo lavorativo che nel mondo sportivo. Per questo mi piace l’atletica, perché da solo riesci a costruirti gratificazioni che al giorno d’oggi sarebbe difficile avere.
D. Un consiglio a chi si appresta ad entrare nel mondo dell’atletica.
R. È un mondo duro, difficile, impegnativo, dove spesso sei da solo ad allenarti, quindi non con una squadra e dei compagni, come il calcio il basket o altri sport di squadra. Però le soddisfazioni che ti riesce a dare questo sport sono vere ed autentiche, perché sono quelle che ti sei sudato da solo e all’arrivo, dopo la gara, quando vedi i risultati ed i miglioramenti sei proprio orgoglioso di quello che sei riuscito a fare. E non c’è scorciatoia, o ti impegni o non ce la farai mai.

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